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Funghi allucinogeni e microdosaggio: La guida definitiva
By Anastasia Myronenko

Anastasiia Myronenko

Anastasiia Myronenko è specialista in Fisica Medica ed esercita attivamente in uno dei principali centri oncologici di Kiev, Ucraina. Ha conseguito un Master in Fisica Medica presso l’Università Nazionale di Karazin Kharkiv e ha completato uno stage in Fisica Biologica al GSI Helmholtz Centre for Heavy Ion Research, in Germania. Anastasiia Myronenko è specializzata in radioterapia ed è membro della Ukrainian Association of Physical Medicine.

Funghi allucinogeni e microdosaggio: La guida definitiva

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Disclaimer: La psilocibina è una sostanza potenzialmente illegale, e noi non incoraggiamo nè condoniamo l’utilizzo di questa sostanza quando ritenuta contro la legge. Abbiamo creato una guida progettata per garantire la sicurezza di coloro che decidono di usare la sostanza legalmente.

Scrollata di dosso l’immagine cliché di un adolescente con le pupille spalancate e le magliette tie-dye, il consumatore moderno di psilocibina ricorda maggiormente un tech-bro della Silicon Valley, o una mamma indaffarata mentre corre tra una corsia e l’altra di scuola o del supermercato. L’evoluzione si è compiuta grazie a una tecnica chiamata “microdosaggio“. Il microdosaggio è una tendenza emersa nella West Coast americana quasi un decennio fa, che prevede l’utilizzo da parte del consumatore di circa un decimo di una tipica dose ricreativa di psilocibina, per un numero specifico di dosi a settimana. A differenza dell’esperienza che si può ottenere assumendo una intera quantità di droga, lo scopo del microdosaggio non è quello di “farti sballare”: in questo caso il suo ruolo sarebbe quello di migliorare delicatamente una serie di processi, come il nostro umore, le abitudini del sonno, le abitudini alimentari, la concentrazione e la capacità di pensare in modo creativo.

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Attraverso i resoconti curiosi sul microdosaggio che hanno iniziato a diffondersi negli ultimi anni, l’uso dei funghi magici si è ampliato, passando dai ranghi della comunità psichedelica underground fino alla società più mainstream. Tutti, a cominciare da atletiartisti fino ad arrivare a madri impegnate e dirigenti di banca sembrano essere saliti a bordo della nave degli psichedelici; e oltre alla ricerca amplificata in materia, la Food and Drug Administration (FDA) negli Stati Uniti ha persino considerato la psilocibina come una ‘terapia di svolta nel 2018. Ma prima di svuotare i nostri armadietti di medicinali per fare spazio a questo rimedio naturale per la cura di sé e per il miglioramento delle proprie prestazioni, occorre un’accurata ricerca e analisi su ciò che riguarda sia la pratica che la sostanza stessa.

In questo articolo, vi portiamo in un viaggio (senza sballo!) attraverso le origini, la cultura, i benefici e i rischi della psilocibina in microdosaggio, prima di delineare ciò che la ricerca aggiornata sostiene concretamente sulla pratica. Prima di tutto, cominciamo con il definire effettivamente cosa si intende quando si parla di funghi magici.

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Cosa sono i funghi magici?

I funghi psilocibini, più comunemente chiamati “funghi magici” o “shrooms”, sono un gruppo di funghi che, come suggerisce il nome, contengono psilocibina. La psilocibina è un composto presente in natura, e il principale responsabile della natura psichedelica dei funghi. Nel momento in cui la psilocibina è assunta, è convertita dal corpo in ‘psilocina’, inducendo quel particolare tipo di alterazione mentale, che rende la droga celebre. Gli effetti includono euforia, allucinazioni visive e mentali, cambiamenti nella percezione dell’ambiente circostante, un senso di distorsione temporale, e in casi estremi, profonde esperienze spirituali. Tra gli effetti negativi, la conversione della psilocibina può spesso indurre nausea e attacchi di panico.

Le varietà più comuni di funghi magici sono conosciute con il nome di ‘Liberty Caps’ e ‘Fly Agarics’ – e ogni tipo viene distribuito in diverse intensità. Sono tipicamente consumati dopo essere stati essiccati, al riparo dall’umidità, e possono essere consumati direttamente, preparati in tè, o infusi in vari tipi di cibo o bevande.

Cos’è una microdose?

A seconda del tipo di consumatore, per microdose si intende tipicamente circa un decimo di una dose utilizzata a scopo ricreativo. È dunque l’atto di consumare quantità sub-percettive di psichedelici che la rende così popolare – l’effetto della sostanza dovrebbe essere leggero e non avere alcuna influenza evidente su percezione o capacità di comunicare.

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Da dove nasce l’utilizzo della psilocibina e del microdosaggio?

Mentre gli psichedelici sono stati portati ad un pubblico mainstream solo nella seconda metà del secolo scorso, l’utilizzo sotto forma di rituale dei funghi psilocibini risale in realtà a migliaia di anni fa. Il primo uso documentato della sostanza risale al 9000 A.C in Nord Africa, dove l’esistenza dei funghi fu in principio documentata dalle tribù aborigene del Sahara in dipinti su pietra. L’utilizzo di funghi psichedelici fu riscontrato anche attraverso dipinti, simboli e statue che pervenuti da una serie di culture native americane, dai Maya agli Aztechi.

È ampiamente documentato che i membri di queste antiche tribù assumessero gli allucinogeni come parte di rituali religiosi, appartenenti a una gamma di credenze tratte dai rituali sciamanici indigeni, e forme sincretiche di cristianesimo. Oltre a utilizzare queste sostanze per comunicare con divinità e antenati defunti, venivano consumate durante funzioni mondane, ad esempio durante le pratiche di guarigione dai malanni. È da queste culture indigene dell’America centrale che i funghi psilocibini furono introdotti per la prima volta nel mondo moderno, e principalmente attraverso due americani che viaggiarono in Messico negli anni ’50 – Gordon Wasson e Allan Richardson.

Wasson, un banchiere di città, e Richardson, un fotografo di New York, parteciparono al sacro rituale mazateco, la velada, scrivendone in un articolo del 1957 per Life Magazine, intitolato ‘Alla ricerca del fungo magico’. Il pezzo fece conoscere all’occidente i poteri psichedelici dei funghi psilocibini, scatenando una conseguente serie di pellegrinaggi alla città mazateca da parte di icone culturali come Bob Dylan, John Lennon e Mick Jagger. La crescente divulgazione aprí le porte al consumo dei funghi in occidente, contribuendo a creare quella che oggi è conosciuta come la controcultura hippie degli anni ’60 – ispirando figure di spicco come Timothy Leary a sperimentare il potenziale degli psichedelici.

Tornando ai tempi piú recenti, la psilocibina in microdosaggio fu menzionata per la prima volta in un articolo del 2011 del dottor James Fadiman intitolato ‘The Psychedelic Explorer’s Guide: Safe, Therapeutic, and Sacred Journeys”. Fu in questo documento che il dottor Fadiman, celebre per gli ampi studi in ambito della ricerca psichedelica, introdusse formalmente il termine “microdosaggio” nella cultura mainstream, e ne riconobbe la pratica come un sottoinsieme dell’uso psichedelico. La sua ricerca considerava gli effetti della psilocibina in microdose e in particolare, di come sembrasse migliorare sia la concentrazione che l’attenzione. Il potenziale miglioramento delle prestazioni approdó velocemente all’interno dei circoli della Silicon Valley: la stessa pianta una volta sfruttata per mettere in contatto le società antiche con gli spiriti divini era pronta per risolvere alcuni dei più grandi problemi dell’industria tecnologica.

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Perché la gente sceglie la microdose?

Perché si sceglie di microdosare? E quali sono gli effetti? Ci vogliono all’incirca un paio d’ore prima di notare qualche differenza dopo la prima assunzione di una microdose. Nel momento in cui l’effetto comincia a farsi sentire, puó influire sul benessere del consumatore in una serie di modi diversi – la mente appare presente e focalizzata, alleviando ansie e depressione, e mitigando sintomi di dolore.

Di seguito, analizziamo i benefici riportati dall’uso della psilocibina in microdose, e le prove scientifiche che sostengono questi dati.

Miglioramento della salute mentale

La ragione fondamentale che ha introdotto le persone al microdosaggio di psilocibina risiderebbe nel suo potenziale di riduzione dei livelli di ansia e depressione. Mentre l’uso degli psichedelici volto al miglioramento della salute mentale non rappresenta una particolare scoperta moderna, una crescente quantità di ricerche ha iniziato a suggerire che il microdosaggio potrebbe essere altrettanto benefico. Inoltre, grazie alla sua nuova categorizzazione come “terapia di svolta” da parte della FDA nel 2018, il principio attivo dei funghi è stato approvato per un uso medicinale negli Stati Uniti, e la terapia con psilocibina è ora indagata in un numero crescente di studi clinici. Con i tassi di ansia e depressione in crescita a livello globale, l’introduzione di soluzioni per cercare di affrontare questo problema in modo controllato, sicuro e legale può rappresentare una svolta nella riduzione di problemi riguardanti la salute mentale. Ma cosa ci dice la ricerca?

Una varietà di studi sulla relazione tra microdosaggio di psilocibina e salute mentale ha concluso che il composto ha effettivamente effetti positivi a lungo termine su coloro che soffrono di disturbi a livello mentale. Uno dei primi studi sul potenziale terapeutico del microdosaggio è stato condotto da James Fadiman, che ha raccolto i resoconti di viaggio di persone che già sperimentavano l’assunzione di quantità sub-periferiche della sostanza durante l’arco di cinque anni. La sua ricerca, pubblicata nel gennaio 2016, ha riscontrato un’effettiva correlazione positiva tra la pratica del microdosaggio e la riduzione di sintomi associati a depressione e ansia che resistevano ai comuni farmaci.

Più recentemente, nel 2018, uno studio dell’Università di Bergen sugli effetti del microdosaggio ha rilevato un risultato positivo sostenuto dagli intervistati con effetti concreti riguardo a un miglioramento della loro salute mentale. La maggior parte dei partecipanti ha notato un effettivo miglioramento dell’umore, a causa degli effetti positivi della sostanza che “spesso servivano a contrastare i sintomi, soprattutto quelli derivanti da condizioni di ansia e depressione” Gli stessi risultati sono anche correlati ad uno studio del 2019 che ha concluso che un livello più basso di stress e depressione è stato riscontrato tra coloro che avevano assunto la microdose a livelli analoghi. Tuttavia, lo stesso studio ha anche riportato come alcuni partecipanti abbiano sperimentato un leggero aumento delle nevrosi, il che evidenzia che nonostante i risultati sembrino promettenti, è necessario condurre ulteriori ricerche sulla sostanza prima di etichettarla come “la panacea per tutte le condizioni di salute mentale”.

Aumento del pensiero creativo

Un’altra ragione che rende le persone curiose nei confronti del microdosaggio di funghi è dato dalla presunta capacità di aumentare la creatività cognitiva. Con la tendenza che sta guadagnando popolarità nella Silicon Valley da un po’ di tempo, si guarda ora ad un utilizzo al microdosaggio per aiutare l’elasticità mentale, le strategie di risoluzione dei problemi e la creatività in generale. Ciò rende l’assunzione di tracce di psilocibina una prospettiva molto attraente per CEO e persone a carico dei processi d’innovazione industriale ad alta pressione come la tecnologia, così come quelli che operano in industrie creative come musicisti, scrittori o artisti. Ma quali sono le ricerche che sostengono tutto ció?

Anche se i dati sulla ricerca riguardanti la relazione tra la psilocibina sono ancora piuttosto scarsi una serie di studi evidenzia il suo effettivo potere nel rafforzare il pensiero creativo. In uno studio del 2018 pubblicato sulla rivista Psychopharmacology, 38 volontari sono stati incaricati di risolvere una serie di problemi di natura creativa: i risultati hanno mostrato come il microdosaggio di psilocibina abbia effettivamente aumentato la creatività – soprattutto per quanto riguarda il pensiero convergente e divergente. Inoltre, nello stesso studio dell’Università di Bergen che ha mostrato una relazione tra microdosaggio e miglioramento dell’umore, è stata riscontrata una relazione tra l’assunzione di tracce di psilocibina e l’aumento del pensiero creativo, sostenendo la convinzione che il microdosaggio di funghi possa davvero aiutare a pensare fuori dagli schemi.

Riduzione dei sintomi da dipendenza

Un altro presunto vantaggio cognitivo del microdosaggio di psilocibina è la promettente capacitá di ridurre i comportamenti associati a dipendenze. La dipendenza è un problema che affligge una gran parte della popolazione; i problemi di abuso di sostanze costano al servizio sanitario nazionale circa 36 miliardi di sterline ogni anno, trovare un metodo affidabile e sicuro per frenare le abitudini di dipendenza sarà utile alla società in vari modi. Fortunatamente, anche se la ricerca sulla psilocibina e la dipendenza è preliminare, sono stati tracciati collegamenti definitivi tra la sostanza e la sua capacitá di ridurre comportamenti dipendenza.

In uno studio della John Hopkins University School of Medicine, si è scoperto come l’80% dei 15 partecipanti, fumatori persistenti, siano stati in grado di astenersi dal fumo per circa 10 mesi dopo un trattamento a base di psilocibina. Oltre a questa promettente scoperta, un’ulteriore studio del 2015 del Journal of Psychopharmacology ha anche scoperto come la somministrazione di trattamenti a base di psilocibina abbia aiutato i bevitori piú perseveranti a consumare meno alcol. Nonostante siamo ancora ben lontani dal capire definitivamente la relazione tra dipendenza e psilocibina, sono state gettate delle basi promettenti per uno studio sulla psilocibina completamente focalizzato sul benessere dell’organismo umano.

Riduzione del dolore

Oltre ai benefici cognitivi associati con il microdosaggio, l’assunzione in piccole quantità potrebbe anche essere in grado di alleviare il dolore. Con circa 8 milioni di persone che soffrono di dolore cronico solo nel Regno Unito, trovare un rimedio sicuro ed efficace per alleviare il dolore sta diventando piú essenziale che mai. Fortunatamente, grazie al numero di informazioni sui benefici degli psichedelici, un’ampia ricerca scientifica si sta focalizzando principalmente sull’applicazione fisica di sostanze come la psilocibina.

Secondo una revisione della Iniziativa di ricerca su psichedelici e salute (PHRI), una serie di studi ha collegato il consumo di piccole quantità di psichedelici a riduzioni significative e durature del dolore associato a cefalee a grappolo, dolore agli arti fantasma, acufeni, e altre condizioni di dolore cronico. Tuttavia, una ricerca molto più ampia sull’argomento deve essere condotta prima che la psilocibina possa essere utilizzata per alleviare il dolore in ambienti non clinici.

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Come funziona la psilocibina nel nostro cervello?

Adesso che abbiamo in chiaro i benefici della psilocibina in microdose e le prove a sostegno per il suo utlizzo, possiamo delinerare la sua importanza nelle applicazioni terapeutiche e pratiche. Ma forse vi starete ancora chiedendo: come è possibile tutto ciò? Per capirlo, dobbiamo dare un’occhiata all’interno del nostro cervello, per capire quali cambiamenti neurologici avvengono quando iniziamo a microdosare i funghi. Di seguito, daremo un’occhiata ai collegamenti principali grazie ai quali piccole quantità di psilocibina sono in grado di influenzare l’attività cerebrale.

La psilocibina imita la serotonina

Uno dei motivi per cui psichedelici come la psilocibina e l’LSD producono un effetto notevole sulla nostra neurochimica (anche in dosi minime) è dato dal fatto che condividono una struttura incredibilmente simile alla serotonina. Ciò significa che sono in grado di replicare con successo l’effetto della sostanza chimica, il che è significativo perché la serotonina influenza quasi tutto ciò che fa la nostra mente – da come elaboriamo le informazioni al modo in cui ci sentiamo quando ci svegliamo la mattina. Oltre a influenzare molte di queste funzioni chiave, il microdosaggio di psichedelici come i funghi stimola anche i recettori della serotonina chiamati 5-HT2A nella corteccia prefrontale – e ciò è significativo per due ragioni diverse:

  • Produce la proteina ‘Brain-Derived Neurotrophic Factor (BDNF)

Non fatevi spaventare dal nome tecnico, BDNF è semplicemente una proteina che gioca un ruolo chiave nella crescita e nella sopravvivenza dei neuroni. Comunemente descritta come “Miracle-Grow per il tuo cervello”, una crescita miracolo insomma, l’aumento del BDNF stimola l’attività e le connessioni nel cervello, e ciò è probabilmente il motivo grazie al quale il microdosaggio di psilocibina è in grado di aprire le vie neurali e facilitare la creazione del pensiero.

  • Aumenta la produzione di glutammato

Il glutammato è un neurotrasmettitore che gioca ruoli importanti nell’area della cognizione, memoria e apprendimento. Lavorando a stretto contatto con il BDNF in modi che non sono stati ampiamente esplorati, in un processo simile alla proteina, il glutammato aiuta a migliorare la neuro-plasticità e il pensiero creativo.

Diminuizione dell’attività del DMN

La ‘Rete delle modalità predefinite (DMN)‘ è una rete di regioni del cervello che sono attive quando gli esseri umani sono occupati con attività mentali come l’auto-riflessione, sognare ad occhi aperti, o ruminare sul passato o sul futuro. Fondamentalmente, la DMN è più attiva quando ci troviamo in uno stato mentale che non è focalizzato sul momento presente. Spesso, maggiore è l’attività della DMN, maggiore è la possibilità della nostra mente di focalizzarsi su eventi passati e futuri, rimuginando sui nostri problemi, e in definitiva, rendendoci più infelici.

Quando assumiamo droghe psichedeliche, anche in quantità sub-percettive, l’attività del DMN viene ridotta. Ciò spiega in parte perché l’uso correttivo degli psichedelici può aiutare i nostri pensieri a rimanere focalizzati sul presente, diminuendo al tempo stesso i sentimenti di depressione e ansia.

Un’altra ragione per cui si pensa che una ridotta attività DMN sia correlata a un maggiore benessere psicofisico è dato dalla sua capacità di aumentare gli stati di flusso mentale. Gli stati di flusso sono stati mentali che ci permettono di immergerci completamente nel momento, restando presenti. Questi stati mentali ci aiutano a diventare più concentrati sulla realtà che viviamo: a causa dei livelli più elevati di serotonina riscontrati durante questi stati, risultano essere esperienze tipicamente piacevoli. Anche se la ricerca sul microdosaggio e sugli stati di flusso è ancora limitata, la relazione stabilita tra gli psichedelici e l’accesso a questo tipo di facoltà mentali suggerisce che lo sviluppo di questo stato potrebbe essere indotto da dosi minori e più regolari.

Come si assume una microdose?

La microdose di psilocibina è un processo abbastanza semplice – bisogna solo prepararla correttamente, e poi sapere quando assumerla, capendo quale dosaggio è il più appropriato per voi.

Per quanto riguarda la preparazione, è importante sottolineare come asciugare i funghi li renda più facile per macinarli e separarli. Tutti i funghi psilocibini contengono diverse concentrazioni: per questo motivo, è importante che tu faccia prima le tue ricerche prima di capire qual’è il dosaggio migliore per te. Dopo che i funghi sono stati seccati e macinati fino ad ottenere una consistenza simile alla polvere, è una buona idea separarli in dosi da 0,1 g o più piccole, in modo da poter iniziare con un piccolo dosaggio di prova, prima di arrivare alla quantità desiderata.

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Esistono molti modi diversi per consumare la tua microdose di funghi, ma per risparmiare inutili problemi, potrebbe essere saggio distribuire le tue dosi in capsule. Ciò migliorerà l’efficienza e allo stesso tempo maschererà il gusto, che a molti potrebbe risultare un po’ forte.

Per quanto riguarda la frequenza con la quale dovreste assumere la vostra microdose, è sconsigliata un’assunzione giornaliera, e la mattina è l’orario preferito dai più. James Fadiman, psicologo americano famoso per il suo lavoro sulla psichedelia, raccomanda che è saggio assumere una dose ogni tre giorni: questo perché gli effetti della psilocibina possono essere percepiti per un paio di giorni di seguito, e la tua tolleranza aumenterà se la si assume con una maggiore frequenza.

Quali sono i rischi?

La legge

Allo stato attuale, i funghi magici, o psilocibina, sono illegali da possedere, regalare e vendere nel Regno Unito. Sono considerati una droga di classe A, quindi farsi beccare in possesso potrebbe portare a gravi conseguenze legali. Per questo motivo, è importante controllare la tua legge locale prima del microdosaggio. Tuttavia, lo stato penale dei funghi magici varia da paese a paese, e in alcuni posti come i Paesi Bassi, l’uso della psilocibina in alcune forme è stato depenalizzato. Attualmente, anche in Italia è inserita nella tabella 1 delle sostanze stupefacenti, per cui è illegale la detenzione e la vendita.

Può infiammare condizioni preesistenti

Anche se il consumo di psichedelici in dosi così piccole è improbabile che provochi reazioni negative, se attualmente si soffre di condizioni mentali come ansia grave, psicosi o schizofrenia, l’uso di psilocibina potrebbe esacerbare le condizioni sottostanti. Questo è probabile che si verifichi solo se si supera la dose raccomandata, ma per andare sul sicuro se si soffre di condizioni mentali preesistenti è più sicuro evitare del tutto la pratica. 

Può aumentare l’ansia

Dal momento che gli psichedelici amplificano i sentimenti e le emozioni attuali, se si supera una dose ragionevole di psilocibina quando si sperimenta l’ansia o qualsiasi altra forma di turbolenza emotiva, è possibile che questi sentimenti indesiderati siano aumentati. Per questo motivo, è importante essere consapevoli del proprio stato emotivo prima di decidere di microdosare.

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Conclusione

Per riassumere, i funghi psilocibini hanno una storia ricca e diversificata, e man mano che la ricerca sulle loro applicazioni cresce nei giorni nostri, sono sempre più riconosciuti per i loro valori terapeutici. A causa della natura minuscola di una microdose, è altamente improbabile che ci si trovi di fronte a reazioni avverse o a uno stato alterato di coscienza se si decide di partecipare a questa pratica in modo responsabile.

Tuttavia, detto questo, la ricerca sul microdosaggio dei funghi psilocibini è ancora nelle sue fasi preliminari, quindi è fondamentale tenerne conto prima di prendere qualsiasi decisione finale. È importante seguire le linee guida consigliate e praticare il microdosaggio solo se si è in grado di farlo in modo sicuro e legale. Inoltre, a causa della natura potente degli psichedelici, è saggio essere consapevoli dei rischi connessi in anticipo e non prenderli come rimedio per qualsiasi condizione di salute fisica o mentale a lungo termine.


Anastasiia Myronenko

Verificato da un operatore sanitario

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Anastasiia Myronenko è specialista in Fisica Medica ed esercita attivamente in uno dei principali centri oncologici di Kiev, Ucraina. Ha conseguito un Master in Fisica Medica presso l’Università Nazionale di Karazin Kharkiv e ha completato uno stage in Fisica Biologica al GSI Helmholtz Centre for Heavy Ion Research, in Germania. Anastasiia Myronenko è specializzata in radioterapia ed è membro della Ukrainian Association of Physical Medicine.

FAQ

Cos'è il microdosaggio?

Il microdosaggio è un'attività sempre più popolare che coinvolge individui che consumano piccole ("micro"; dal 5% al 10% della dose regolare) quantità quotidiane di droghe psichedeliche per beneficiare dei suoi effetti terapeutici o per uso ricreativo. Tuttavia, non c'è una ricerca sufficiente che fornisca forti prove dei suoi benefici medicinali.

Cos'è la psilocibina?

La psilocibina è un composto presente in natura che oltre 200 specie di funghi (collettivamente etichettati come "funghi psilocibini") producono. Alcuni membri notevoli di questa specie di funghi includono P. azurescens, P. semilanceata, e P. cyanescens.

Come influisce la psilocibina sul cervello?

Gli psichedelici sono stati comunemente assunti per funzionare aumentando l'attività cerebrale del consumatore. Di conseguenza, hanno la reputazione di essere una droga che "espande la mente". Tuttavia, la ricerca scientifica ha riportato che la psilocibina riduce effettivamente l'attività in alcune aree che sono densamente popolate di neuroni rispetto alle regioni del nostro cervello che non sono così densamente connesse. È interessante notare che la diminuzione dell'attività in queste particolari regioni limita il modo in cui interagiamo con il nostro ambiente esterno.

La psilocibina interagisce con farmaci o altre sostanze?

È stato suggerito che la psilocibina interagisca con alcuni farmaci come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), gli inibitori della monoammina ossidasi (MAOI) e altre varianti di antidepressivi.

Oltre a questo, a seconda di come la psilocibina è stata preparata, può anche interagire con potenziatori come la ruta siriana o anche acidi come il succo di limone. Quindi, si raccomanda vivamente di prestare maggiore attenzione prima di consumare la psilocibina insieme a qualsiasi altro tipo di sostanza (questo include ma non si limita alla cannabis e all'alcol).

Quanto sono sicuri i funghi psilocibini?

Un sondaggio globale sulle droghe condotto nel 2017 ha mostrato che i funghi magici sono in realtà una droga ricreativa sicura rispetto a cocaina, ecstasy o dietilamide dell'acido lisergico (LSD). Infatti, i consumatori di funghi magici hanno avuto cinque volte meno probabilità di avere bisogno di assistenza medica rispetto alle suddette droghe.